Relazione Artistica 2002
Calendario
Programmi Artistici
Siti Archeologici e Territori
Il Progetto
Considerazioni
Il Mezzogiorno da qualche anno è stato “riscoperto” come grande giacimento
culturale. Sicuramente non si è mai affievolita la discussione e - in qualche
caso l’attenzione - sulla questione del Sud del nostro Paese, ma bisogna
riconoscere che attraverso la determinazione dell’intervento europeo si
è registrata un’accelerazione nella formulazione dell’idea - per molti anni
suggerita e auspicata da intellettuali, studiosi e artisti, di Patrimonio
Culturale come settore di sviluppo sostenibile per il Mezzogiorno .
Ha influito, o perlomeno agevolato questa ritrovata coscienza , il Piano
di Programmazione - Agenda 2000 - che ha riservato grande attenzione al
settore dei Beni Culturali e a tutti gli ambiti a questi correlati, dal
turismo alle risorse umane. L’uovo di Colombo per chi conosce l’attenzione
e il rispetto degli altri Paesi verso il patrimonio storico e artistico,
la scoperta dell’acqua calda per gli eterni scettici e disincantati, una
grande opportunità per il Mezzogiorno per chi sa intendere quanta e quale
difficoltà implica operare a sud di Roma una qualsiasi attività culturale
e di ricerca, a livello artigianale e d’impresa....
La Legislazione Nazionale vigente ha recepito le opportunità dell’intervento
comunitario e per predisporre gli strumenti attuativi ha introdotto una
serie di novità, sia in ambito regolamentare che più propriamente legislativo.
Se la riformulazione dell’intero comparto dei Beni Culturali - esteso anche
alle Attività culturali, l’aggiornamento della normativa in materia di patrimonio
artistico e culturale, possono essere intesi interventi diretti, non di
minore importanza per il consolidamento dell’idea di Patrimonio Culturale
come motore per sviluppo socio-economico del Sud, è stato l’ampliamento
degli ambiti di intervento delle leggi a sostegno dell’occupazione e della
formazione con l’acquisizione dei profili professionali impegnati nel settore
culturale ( come nel caso della 215 - occupazione Femminile, e la 488 occupazione
giovanile ) ......
I piani di programmazione regionale delle aree previste dall'Obiettivo 1
a loro volta hanno recepito le indicazione dell’intervento europeo, riposizionando
i Beni (e in parte anche le Attività ) Culturali tra i grandi argomenti
dello sviluppo, sottraendoli da quel limbo di “pertinenza statale” in cui
per molti anni erano stati riposti. Una dignità, raccontata, millantata,
desiderata e promessa da molti e da molto tempo, oggi riscattata e resa
possibile da un investimento europeo di parecchi milioni di euro che nell’arco
di un sestennio si esaurisce. Il passaggio tra dignità conferita e identità
autonoma fondante lo sviluppo del nostro Mezzogiorno è il motivo del progetto
THEATRUM THEATRON, volto ad uno sviluppo integrato del
patrimonio storico e archeologico con le attività culturali, per un circuito
teatrale e culturale nel Mezzogiorno.
Il patrimonio culturale in chiave europea Risale al 1974 una prima risoluzione
del Parlamento europeo in cui si allude alla necessità di varare azioni
comunitarie nell’ambito della cultura e, in particolare, nel settore della
salvaguardia del patrimonio culturale. I primi interventi comunitari si
limitavano al sostegno al restauro del “patrimonio monumentale”, come ad
esempio l’Acropoli di Atene o il quartiere storico di Chiado, a Lisbona.
Ma oggi l’intervento comunitario copre ormai il patrimonio costituito da
beni mobili e immobili (musei e raccolte, biblioteche, archivi), il patrimonio
archeologico e architettonico, il patrimonio naturale (paesaggi e siti)
ma anche il patrimonio linguistico, gastronomico e artigianale. Dette azioni
sono rivolte al patrimonio nella sua duplice dimensione culturale ed economica.
In Europa, il patrimonio è ampiamente riconosciuto come veicolo di identità
culturale. La conoscenza del patrimonio culturale dipende sia dalla qualità
della sua valorizzazione sia dalla capacità degli europei di riconoscere
e apprezzare i beni culturali nazionali e quelli degli altri paesi dell’Unione
. La salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio comune La salvaguardia
e la valorizzazione del patrimonio culturale europeo rappresentano uno dei
principali obiettivi del programma di cooperazione culturale Cultura 2000
che vi dedica circa il 34% dei propri stanziamenti.
Questo programma sostiene progetti di conservazione del patrimonio europeo
di eccezionale importanza, definiti come “laboratori europei del patrimonio”,
che per esempio hanno contribuito ai restauri degli affreschi della Basilica
di Assisi in Italia. Cultura 2000 finanzia inoltre progetti di cooperazione
sul patrimonio, che possono contemplare azioni di formazione, scambi di
esperienze, creazione di prodotti culturali multimediali eccetera. Il Consiglio,
nella risoluzione del 26/7/2001 ha ribadito l’importanza di conservare e
valorizzare il patrimonio cinematografico europeo. Il programma Media 2001-2005),
per il sostegno dell’industria audiovisiva europea, contribuisce a valorizzare
tale patrimonio mediante il cofinanziamento di progetti di digitalizzazione
di archivi e di distribuzione delle opere audiovisive europee, tanto nelle
sale cinematografiche, quanto su videocassetta o DVD o su reti digitali.
L'accesso al patrimonio comune L’Unione europea incoraggia l’accesso al
patrimonio culturale nel quadro dei suoi interventi nell’ambito della formazione
e dell'istruzione mediante campagne di sensibilizzazione condotte di concerto
con il Consiglio d’Europa.
L’apprendimento del patrimonio comune
Il programma SOCRATES presta il proprio sostegno a progetti
di apprendimento sul tema del patrimonio culturale, mentre il programma
Leonardo da Vinci finanzia, fra l’altro, azioni di formazione dei mestieri
tradizionali e sul restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale.
D’altro canto sono state varate anche azioni specifiche a favore delle lingue
regionali minoritarie, che sono parte integrante del patrimonio culturale
e linguistico europeo. La sensibilizzazione al patrimonio comune L'Unione
europea partecipa ad azioni di sensibilizzazione verso il patrimonio culturale
quali la campagna l’Europa, un patrimonio comune lanciata nel 1999 dal Consiglio
d’Europa.
In questo contesto sono state concluse cinque convenzioni fra l’Unione europea
e il Consiglio d’Europa, oltre a essere state varate numerose azioni comuni
con il sostegno del programma Cultura 2000, aventi per oggetti il patrimonio
fotografico, le università storiche d’Europa, l’artigianato e il patrimonio
musicale tradizionale in Europa. Il Consiglio d’Europa e l'Unione europea
cooperano inoltre nell'ambito dell’organizzazione di giornate europee del
patrimonio, che si tengono sin dal 1991. Il patrimonio mondiale La protezione
e la valorizzazione del patrimonio culturale travalica le frontiere dell’Europa.
In tale ambito l’Unione coopera con organizzazioni internazionali e con
paesi terzi con cui abbia concluso accordi di cooperazione o di associazione.
La salvaguardia del patrimonio culturale mondiale rientra anche negli accordi
conclusi con i paesi partner dell’Unione: EUROMED HERITAGE
è un programma regionale di sostegno allo sviluppo del patrimonio culturale
euromediterraneo nel quadro del programma di cooperazione con i paesi mediterranei.
Il progetto culturale e il partner Europa: patrimonio come fattore di sviluppo
socio-economico
Il patrimonio rappresenta indiscutibilmente una ricchezza primaria per l’Italia.
La significativa ricchezza e concentrazione di aree archeologiche e di antichi
edifici dello spettacolo nel centro-sud fa del Mezzogiorno un singolare
laboratorio in cui far entrare in sinergia il capitale-patrimonio con l’investimento-risorse
umane. Una dorsale culturale di autentica specificità: la sola regione Campania
conta oltre diciotto grandi architetture (teatri romani-greco romani-anfiteatri
e odeon ) che se sommati a quelli della regione Sicilia costituiscono oltre
la metà del patrimonio archeologico teatrale mondiale.
L’assenza di un investimento dedicato e organico ha ritardato lo sviluppo
e l’ evolversi delle strutture operanti sul territorio, eccezion fatta per
alcuni siti che - come Pompei o Taormina, sia per storia che per straordinarietà
degli interventi di cui sono stati oggetto - hanno dato vita ad eventi e
organismi di valenza internazionale e con carattere ricorrente. Tale ricchezza
ha per l’Europa valore non soltanto sul piano culturale, ma anche su quello
economico. E’ in questa prospettiva che l’Unione presta il proprio sostegno
ad azioni nel settore della formazione professionale, dello sviluppo regionale
e della fruizione di contenuti culturali digitalizzati.
La formazione dei professionisti nel settore dei beni culturali è stata
recentemente assunta come passaggio obbligatorio e naturale per gli Stati
dell’Unione europea e se il Parlamento europeo sottolinea l’importanza della
formazione alla professione di restauratore del patrimonio, all’artigianato
e all’artigianato d’arte d’altra parte vare il programma Cultura 2000 che
incoraggia, nell’ambito di progetti annuali e di accordi di cooperazione
la mobilità e la formazione degli addetti al settore del patrimonio culturale,
archeologico o architettonico.
Lo sviluppo regionale e l’occupazione , secondo la ricetta europea, passano
necessariamente attraverso lo sviluppo dei giacimenti culturali ; da questa
determinazione ha preso le mosse un complesso piano di interventi che per
la specificità e la pertinenza sembrano modellate sulle aspettative di investimento
delle aree del Sud : Il FONDO DI SVILUPPO REGIONALE finanzia
progetti di restauro del patrimonio previsti nell’ambito dei programmi di
sviluppo regionale di azioni innovative e di iniziative comunitarie: URBAN,
destinato alle zone urbane in crisi, e INTEREG volto a
incentivare la cooperazione fra regioni dell’Unione in diversi ambiti, fra
i quali lo sviluppo urbano.
Il Fondo europeo agricolo d’orientamento e garanzia (FEAOG), che presta
sostegno ad azioni per lo sviluppo delle aree rurali, e l’iniziativa LEADER
contribuiscono a loro volta al risanamento e alla valorizzazione a scopo
culturale di edifici, siti, arredi e oggettistica, . Il programma SAPARD
svolge un analogo ruolo per i paesi candidati all’adesione. La valorizzazione
del patrimonio è inoltre oggetto della politica a favore del turismo , nonché
del programma LIFE III che rientra nella politica ambientale
dell’Unione, in particolare tramite interventi di valorizzazione e gestione
a scopo turistico di siti di interesse sia naturalistico che culturale.
D’altro canto, la riflessione globale sullo sviluppo dei centri urbani avviata
dalla Commissione nel 1997, ha portato nel 2001 all’adozione di una decisione
del Consiglio e del Parlamento che definisce un “quadro comunitario di cooperazione
per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente urbano”, di cui le attività culturali,
turistiche e ricreative connesse al patrimonio costituiscono una delle componenti.
La diffusione, la visibilità e la comunicazione culturale - aspetti fondamentali
per la permanenza di un paesaggio culturale diffuso, sono argomenti ampiamente
affrontati dalla programmazione europea attraverso lo sviluppo e l’applicazione
delle nuove tecnologie al patrimonio culturale : Il Quinto programma quadro
per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, nel capitolo intitolato “ La
città del domani e il patrimonio culturale “ finanzia ricerche
sul restauro, la conservazione e la valorizzazione delle risorse culturali
delle città.
Nell'ambito del programma di ricerca Società dell’informazione conviviale,
viene sperimentato il ricorso di tecnologie digitali in progetti dedicati
alla valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale. Il programma
TEN Telekom si colloca invece più vicino al mercato e favorisce
il diffondersi di servizi on-line in ambiti di interesse comune, fra i quali
la cultura e l’accesso al patrimonio. Infine, il programma eContent risponde
all’obiettivo di favorire la commercializzazione di contenuti digitali e
la creazione di sistemi d’informazione multimediali che vertano anche sul
patrimonio culturale.
Detto programma mira inoltre ad ampliare l’accesso al patrimonio su supporto
digitale favorendo la diversità linguistica sulle reti mondiali, quali a
esempio Internet La Carta di Segesta, per l’uso del patrimonio
teatrale archeologico, un punto di partenza. La rete dei luoghi monumentali
antichi di spettacolo, creata su iniziativa del Consiglio di Europa, ha
lo scopo di far conoscere e proteggere il patrimonio architettonico e culturale
che gli europei condividono con l'insieme degli abitanti dei paesi costieri
del Mediterraneo.
Essa mira inoltre a promuovere la creazione artistica contemporanea ristabilendo
il legame funzionale fra luoghi antichi e luoghi attuali di spettacolo.
Ne fanno parte persone e organizzazioni indipendenti impegnate nella ricerca
archeologica, architettonica e storica, nella conservazione, restauro e
gestione degli edifici e nella loro valorizzazione, oltre che nella pianificazione
del territorio ad essi circostante e nella loro utilizzazione. Sono incoraggiati
gli scambi di vedute e la cooperazione internazionale fra professionisti
di varia formazione.
Al fine di favorire la presa di coscienza delle radici culturali comuni
agli europei e di affermare i diritti degli scienziati, dei visitatori,
degli spettatori, delle popolazioni dei paesi del Mediterraneo o delle generazioni
future, i partecipanti al terzo colloquio della Rete europea organizzato
in Sicilia nel settembre del 1995 sul tema della salvaguardia e dell'impegno
dei teatri antichi sottoscrivono la "Dichiarazione di Segesta",
che trasmettono al Consiglio d'Europa in vista dell'adozione di una Carta
relativa alla salvaguardia, alla valorizzazione e all'utilizzazione dei
luoghi antichi dello spettacolo.
In applicazione della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico
europeo (Granada, 1985) e della Convenzione europea per la protezione del
patrimonio archeologico (Malta, 1992), si raccomanda agli Stati membri:
I. Di salvaguardare il patrimonio architettonico antico
introducendo, in particolare per i monumenti destinati allo spettacolo,
una legislazione che preveda misure di consolidamento, di protezione e di
manutenzione per le vestigia che vengono portate alla luce;
• stanziando i mezzi finanziari necessari quando un programma di scavi archeologici
riguarda questo tipo di monumento;
• promuovendo studi scientifici che vertano sui metodi di costruzione e
sui materiali adoperati nell'antichità, nonché sulla loro possibile sostituzione,
in caso di rifacimento, con modalità attuali di costruzione e con materiali
resistenti all'inquinamento atmosferico, alle variazioni climatiche e all'invecchiamento;
• incoraggiando la formazione di personale che sappia gestire le tecnologie
più avanzate di manutenzione e conservazione di tali edifici e lo scambio
di know-how;
• subordinando il restauro degli edifici, ossia la ricostruzione delle parti
mancanti, all'esecuzione di uno studio scientifico, archeologico e architettonico
esauriente, e limitando tale ristrutturazione alle misure necessarie alla
sopravvivenza dell'edificio o alla valorizzazione degli elementi architettonici
antichi conservati, e non alla realizzazione di un edificio completo;
• elaborando una documentazione precisa sugli interventi effettuati nell'ambito
della manutenzione e del restauro e provvedendo alla sua archiviazione;
• controllando l'evoluzione dei monumenti attraverso la gestione dei suoli
e la pianificazione del territorio circostante in conformità alla legislazione
sui monumenti storici.
II. Di sviluppare la conoscenza e la valorizzazione dell'architettura
teatrale antica
• istituendo inventari scientifici dettagliati in base al tipo di monumento,
suddivisi per regione o paese;
• favorendo gli scambi di informazione fra specialisti, in particolare tramite
i più moderni mezzi di comunicazione;
• sensibilizzando il pubblico, gli utenti, le autorità nazionali e locali
e i rappresentanti eletti dal popolo con tutti i mezzi appropriati di diffusione
delle conoscenze: insegnamento scolastico, campagne di informazione tramite
i diversi media, pubblicazioni, ecc.;
• mettendo a disposizione dei visitatori, sui siti archeologici, le informazioni
che essi si aspettano legittimamente di trovare. A tale scopo, la rete prevede
la creazione di muse, la formazione di guide, l'impiego di tecniche interattive
di musei, l'edizione di testi e di opuscoli.
III. Di promuovere la loro valorizzazione attraverso
l'utilizzo come luogo di creazione artistica contemporanea, senza alterarne
la natura e senza danneggiarne la struttura. Non tutti gli edifici si prestano
a essere riutilizzati; bisogna infatti anche tener conto della tradizione,
a volte secolare, assistente in questo campo. Quale che sia il tipo di manifestazione,
la fragilità dei luoghi è da rispettare tassativamente; inoltre, gli spettacoli
devono contribuire a valorizzare il monumento e preoccuparsi di suscitare
l'interesse dello spettatore per il luogo antico in cui si svolgono. E'
indispensabile risolvere i molteplici problemi che pongono da un lato le
esigenze della messinscena e la presenza di un numero considerevole di spettatori,
dall'altro la compresenza degli spettatori, dei visitatori e degli abitanti
del luogo.
• Prevedendo la concertazione e il dialogo fra i conservatori dei luoghi
e gli organizzatori degli spettacoli, e fra costoro e gli abitanti del luogo;
• rispettando la libertà del creatore, che deve tener conto del valore storico
e artistico del contesto;
• mettendo al bando le costruzioni o sistemazioni permanenti tali da sfigurare
gli edifici e realizzando invece allestimenti temporanei, che siano sul
posto solo per il periodo degli spettacoli e che non impediscano la fruibilità
à del monumento. Inoltre, queste strutture temporanee dovranno essere concepite
in maniera tale da far meglio comprendere l'architettura antica;
• evitando qualsiasi alterazione delle strutture antiche, finalizzata ad
esempio ad assicurare la circolazione, l'illuminazione, l'acustica o la
scenografia, e diffondendo informazioni sulle nuove tecnologie in materia
di illuminazione, sonorizzazione, montaggio delle scene, nonché formando
i tecnici necessari;
• promuovendo concorsi per l'elaborazione di nuove idee nel campo delle
tecniche di conservazione e di allestimento reversibile;
• stimolando la redazione di schede tecniche contenenti la descrizione delle
parti antiche a dei restauri, oltre che delle installazioni scenografiche,
allo scopo di giungere all'elaborazione di un capitolato di oneri;
• limitando il numero dei decibel emessi onde evitare vibrazioni dannose
ai monumenti e rispettare la quiete degli abitanti del posto;
• garantendo la sicurezza del pubblico, e in particolare rispettando la
capacità dei monumenti, canalizzando il flusso del pubblico e adottando
tutte le misure appropriate a questo tipo di edifici in cui si svolgono
manifestazioni all'aria aperta;
• promuovendo le visite ai siti, anche durante i periodi di utilizzazione.
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