A Santa Maria Capua Vetere, in uno degli edifici posti sotto la tutela della soprintendenza ai Beni archeologici, sta nascendo un'originale azione di valorizzazione del territorio: le Officine d'Angiò. II progetto è promosso, oltre che dalla Soprintendenza, dall'associazione Capua antica festival, nata su iniziativa della Pentagono produzioni associate e della cooperativa di formazione e produzione della danza Koreia con l'intento di dar vita ad un comprensorio teatrale nella provincia dì Caserta. Il piano oggi si amplia. Sono coinvolti Teano, Cales, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Presenzano ed Orta di Atella, per lungo tempo dimenticati dai circuiti culturali, che ruotano intorno alla riqualificazione urbana e funzionale dei palazzo sammaritano come un'asse unica di sviluppo culturale ed economico. Il Denaro ha chiesto al regista e coreografo Aurelio Gatti, presidente di Capua antica festival, di illustrare l'iniziativa. Gatti ha collaborato in passato con Lorca Massine, Luigi Tani, Federico Fellini. Sono sue le coreografie del film «Ginger e Roger » ed ha inoltre firmato coreografie e regie per lo Stabile del Veneto, il Comunale di Bologna, il Massimo di Palermo e la Fenice di Venezia.
Maestro Gatti, perché avete deciso di adottare un palazzo?
Perché una struttura fisica come un palazzo può tradurre efficacemente
l’idea di una proposta culturale organizzata, stabile e soprattutto
fruibile, in cui produzione, formazione e servizio siano intese come espressione
della comunità e non comunicazione di chi le retribuisce.
Avete in programma anche iniziative imprenditoriali?
Oltre alla costituzióne di una compagnia stabile dedicata al teatro
musicale e alla danza, attiveremo due piccole imprese di servizi, una dedicata
alla comunicazione e l'altra alla logistica e all'allestimento di manifestazioni
culturali.
Vi avvarrete di qualche collaborazione?
Produrremo spettacoli musicali con le associazioni Pergolesi e Athena.
Quale sarà il rapporto con la Soprintendenza?
La soprintendenza ai Beni archeologici, che ci ha concesso in fitto lo stabile,
sarà coinvolta in alcuni progetti. Ad esempio nella realizzazione
in questo stabile di un archivio multimediale degli antichi edifici dello
spettacolo del territorio di sua competenza, consultabile anche in Internet.
Una struttura aperta dunque?
Proprio cosi. Lo scopo, però, non è quello di offrire spazi,
quanto ospitare in locali adeguatamente attrezzati chi vuole promuovere
autonomamente attività culturali.
Saranno realizzate nuove strutture?
Alla sala musica sarà affiancato uno studio di registrazione, alla
sala stampa un piccolo laboratorio di impaginazione e grafica. La sala teatro
sarà provvista di impianto luce e fonico. Il tutto per favorire lo
sviluppo professionale delle attività.
Quali saranno le ricadute sul territorio, oltre a quelle culturali?
La programmazione organica di manifestazioni e di un circuito dì
rassegne nei siti archeologici, si è rivelato un valido strumento
per la promozione del turismo culturale. L'iniziativa offrirà poi
concrete opportunità di lavoro a molti giovani.
Avete già ottenuto dei risultati?
La sinergia con la Soprintendenza ci ha permesso di utilizzare e valorizzare,
attraverso rassegne teatrali e di danza, l'anfiteatro di Santa Maria Capua
Vetere, il teatro greco-romano di Teano ed il teatro romano di Cales.
Mirate a scoprire nuovi talenti?
Se questo avverrà, ben venga. Il progetto prevede piuttosto la formazione
di quadri tecnici e organizzativi, le figure professionali impegnate nella
progettazione e nell'allestimento degli eventi.
C'è carenza in questo settore?
La realtà locale non forma simili addetti, costringendoci ad utilizzare
maestranze provenienti da Napoli, da Roma o anche da più lontano.
Che cosa intendete fare?
Abbiamo già presentato alcuni progetti per l'attivazione di corsi
professionali, che potrebbero rappresentare lo sprone per l'insediamento
di attività artigianali collaterali.
Come viene finanziato il progetto?
I lavori di sgombero dei materiali di risulta che invadevano Io stabile
e la pulizia dei giardini sono stati autofinanziati da Capua Antica Festival
e si sono avvalsi del lavoro volontario di tanti amici. Con le stesse modalità
sarà portato a termine il rifacimento degli impianti.
E per gli altri lavori?
Con l'aiuto dei decoratori-scenografi del San Carlo recupereremo i motivi
pittorici e decorativi dei locali. Il restauro completo dell’edificio
ha invece bisogno di fondi che speriamo di recuperare accedendo ai finanziamenti
della legge 48 del 1985 della Regione Campania.
Quali iniziative avete in cantiere?
Dopo l'apertura ufficiale dei giardini e del piano terra, previste per l'inizio
di giugno, e le rassegne estive, ci saranno ad ottobre le giornate di studio
sul tema «Impresa culturale - Prospettive e sviluppo ».